¡Viva!

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¡Viva! è il nuovo spettacolo di Manuel Liñán che ha ricevuto il 21° Premio della Critica al 24° Festival de Jerez. Questo spettacolo è una canzone alla libertà di movimento, dove il femminile è abbracciato come proprio dal corpo maschile, dove i modelli di genere, in un mondo codificato come il flamenco, sono spezzati dalla gioia e dal godimento, creando nuovi motivi che, sebbene inesplorati, non sono lontani. 

Manuel Liñán non è solo un bailaor, ma anche un coreografo e regista. Tra i suoi spettacoli più noti ci sono Nómada, Reversible e Baile de Autor. Nel 2013 gli è stato assegnato il Premio Max per le Arti dello spettacolo come miglior artista di danza  maschile e il Premio della critica di Flamenco Hoy come miglior bailaor 

Questa nuova produzione, ¡Viva!, nasce da un intimo ricordo dell’infanzia di Liñán: “Da bambino mi chiudevo a chiave nella mia stanza e indossavo la gonna verde di mia madre. Mi decoravo i capelli con i fiori, mi truccavo e ballavo in segreto. Quella danza era impensabile al di fuori di quelle quattro mura”. 

Ciò è avvenuto in circostanze in cui le regole sociali e artistiche imposte in qualche modo che l’artista deve manifestare secondo il suo genere. Dopo che l’illusione, il desiderio e il bisogno sono stati isolati, rimanendo in silenzio per anni, ¡Viva! vede la luce, ricordando quei momenti. Lasciando aperta quella porta che separa ciò che è diventato privato da ciò che è diventato pubblico. 

¡Viva! è un grido alla libertà di trasformazione, che non sempre implica un modo di mascherare, ma piuttosto una nudità. Come celebrazione, Liñán propone la pluralità della danza, le diverse forme e la singolarità di ciascuna di esse. Insieme a sei bailaores-ballerini, che si occuperanno di esplorare e immergersi in questo affascinante universo del travestitismo, esponendo così la parte formale di queste identità, che formano la nostra stessa natura. 

“Vogliamo ballare, Chim pum pum”. 

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